La corsa all’hardware post‑quantistico: Intel, Nvidia e IBM preparano i chip che resistono ai computer quantistici
Vulnerabilità

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La corsa all’hardware post‑quantistico: Intel, Nvidia e IBM preparano i chip che resistono ai computer quantistici

La corsa all'hardware post-quantistico: Intel, Nvidia e IBM sviluppano chip resistenti agli attacchi quantistici. Agire subito è cruciale.

Testo generato da intelligenza artificiale, pubblicato senza revisione umana. Trasparenza IA

Harvest now, decrypt later: la minaccia quantistica non è più rinviabile

Il problema ha un nome preciso: harvest now, decrypt later. I dati sensibili possono essere intercettati e archiviati oggi, per poi essere decifrati quando i computer quantistici diventeranno abbastanza potenti da rompere gli schemi crittografici correnti. Non serve aspettare che quei computer esistano: il danno inizia adesso, in silenzio. La crittografia asimmetrica basata su RSA ed ECC, utilizzata per proteggere firme digitali e scambio di chiavi su reti pubbliche, è considerata vulnerabile agli attacchi quantistici. Il NIST federale ha risposto standardizzando nel 2024 i primi algoritmi di crittografia post‑quantistica, progettati per resistere a questi attacchi. Ma la standardizzazione è solo il punto di partenza: il passaggio all’hardware capace di accelerarli richiede anni.

Intel accelera sugli Xeon 6 e punta al 2029 per la copertura completa

Intel ha iniziato a fornire supporto PQC capable nei processori server Xeon 6. Lo ha annunciato Anand Pashupathy, vicepresidente e direttore generale per product assurance e sicurezza di Intel, intervenendo in aprile alla conferenza Google Cloud Next. Il messaggio è diretto: difendersi adesso, non fra tre anni. La transizione di tutti i chip Intel alla conformità PQC sarà pluriennale. I nuovi algoritmi coesisteranno con altri schemi come AES per gestire sia il traffico quantistico sia quello web standard. L’azienda intende proteggere il traffico Internet AES standard rafforzando gli handshake con PQC e accelerazione hardware.

Pashupathy ha indicato che la copertura aumenterà generazione dopo generazione e che entro il 2029 l’azienda sarà pronta. Nel frattempo, AES‑256 è già accelerato nell’hardware Intel e va usato per prevenire gli attacchi di raccolta e decifratura differita. Intel continuerà inoltre a fornire accelerazione per la crittografia asimmetrica e amplierà l’accelerazione degli algoritmi PQC nelle prossime generazioni della piattaforma.

Nvidia porta la PQC nel confidential computing

Nvidia sta integrando gli standard post‑quantistici nei livelli di sicurezza che stanno alla base del confidential computing. Lo ha spiegato Daniel Rohrer, vicepresidente della sicurezza software di Nvidia, sempre in occasione di Google Cloud Next. In questi livelli vengono stabilite fiducia e attestazione per lo scambio sicuro dei dati. L’implementazione procede ora che gli standard del NIST sono stati approvati, sia nell’hardware sia in altre funzionalità. La mossa punta a rendere quantum‑resistenti i meccanismi che garantiscono l’integrità e la riservatezza delle enclave di elaborazione.

IBM ha aperto la strada con il mainframe z16

IBM è stata la prima a introdurre acceleratori di crittografia post‑quantistica nell’hardware. Il merito va al mainframe z16, rilasciato nel 2022. Da allora l’azienda ha aggiornato il firmware per mantenerlo conforme agli standard PQC del NIST. Questo dettaglio è importante: anche i sistemi già in produzione possono ricevere miglioramenti via firmware, senza dover essere sostituiti. Non è però una soluzione universale.

Asimmetrico contro simmetrico: i tempi lunghi dell’hardware

Per capire la posta in gioco bisogna distinguere due famiglie di crittografia. La PQC è asimmetrica: usa coppie di chiavi pubbliche e private ed è progettata per resistere agli attacchi quantistici. RSA ed ECC, anch’esse asimmetriche, sono invece considerate vulnerabili. AES‑256 è una tecnologia simmetrica a chiave singola, usata per cifrare grandi volumi di dati come il traffico Internet, ed è quantum‑resistente secondo Nelly Porter, director of product management per GCP Confidential Computing and Encryption.

La crittografia hardware è più veloce di quella software, ma l’implementazione nei prodotti richiede anni. Il NIST pubblicò AES nel 2001, lo standard entrò in vigore nel 2002, ma comparve nei chip AMD e Intel solo nel 2010. La lezione vale anche per la PQC: anche con standard approvati e roadmap annunciate, la diffusione capillare non sarà immediata.

Le contromisure: usare AES‑256, aggiornare firmware e sostituire l’hardware non aggiornabile

Le mitigazioni note ruotano attorno a pochi punti concreti. Adottare la PQC negli handshake e nei chip, facendola coesistere con AES. Usare AES‑256, già accelerato nell’hardware Intel, per prevenire gli attacchi di raccolta e decifratura differita. Aggiornare il firmware dei sistemi esistenti — come il mainframe IBM z16 — agli standard PQC del NIST. Eseguire una valutazione hardware completa e sostituire le apparecchiature non aggiornabili, come i vecchi apparati di rete.

Jack Gold, principal analyst di J. Gold Associates, avverte che aggiornare i chip con la PQC è solo l’inizio. Serve una valutazione hardware complessiva. Molte infrastrutture con crittografia integrata possono essere difficili da aggiornare o, come vecchie apparecchiature di rete, impossibili. In quei casi non resta che sostituirle.

Porter aggiunge un elemento di urgenza: le aziende devono iniziare subito a proteggere i sistemi. Ogni bit e byte sensibile non protetto e non quantum‑resistente può essere conservato ora e decifrato quando i computer quantistici saranno disponibili. Non c’è un punteggio CVSS per questo tipo di minaccia, ma la priorità è descritta come elevata. La transizione dell’hardware è pluriennale: per Intel la copertura completa arriverà solo nel 2029. Il momento per iniziare, secondo i produttori, è adesso.

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Fonti

Questo articolo è una rielaborazione originale basata sulle fonti seguenti.

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