Una vulnerabilità di autenticazione in Azure AI Foundry ottiene il punteggio CVSS massimo

Microsoft mitiga CVE-2026-85889 in Azure AI Foundry: falla di autenticazione con CVSS 10.0 che permetteva escalation privilegi da remoto.

Testo generato da intelligenza artificiale, pubblicato senza revisione umana. Trasparenza IA

Una vulnerabilità di autenticazione in Azure AI Foundry ottiene il punteggio CVSS massimo
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Microsoft ha risolto una vulnerabilità critica di autenticazione in Azure AI Foundry che avrebbe potuto consentire a un attaccante remoto non autenticato di ottenere privilegi elevati. La vulnerabilità cloud, CVE-2026-85889, ha ottenuto il punteggio base massimo di 10,0 secondo CVSS v3.1.

L’azienda afferma di aver già mitigato la vulnerabilità all’interno del servizio ospitato. I clienti non devono installare aggiornamenti, modificare configurazioni o applicare workaround.

Microsoft ha inoltre reso nota una vulnerabilità critica di command injection in Microsoft 365 Copilot. Altre due vulnerabilità cloud con possibilità di escalation dei privilegi sono state segnalate in Azure Database for PostgreSQL e Azure Cosmos DB, mentre due vulnerabilità distinte di Windows richiedono maggiore attenzione da parte degli amministratori.

Al 18 settembre 2026, Microsoft riferisce di non essere a conoscenza di attività di sfruttamento o di codice proof-of-concept pubblico per le vulnerabilità di Azure AI Foundry e Copilot.

L’assenza di autenticazione esponeva una funzione critica di Foundry

Azure AI Foundry, noto anche come Microsoft Foundry, è una piattaforma aziendale utilizzata per creare, distribuire e gestire applicazioni e agenti basati sull’intelligenza artificiale generativa. CVE-2026-85889 era dovuta all’assenza di autenticazione per una funzione critica della piattaforma.

Il vettore CVSS della vulnerabilità è:

CVSS:3.1/AV:N/AC:L/PR:N/UI:N/S:C/C:H/I:H/A:H/E:U/RL:O/RC:C

Un attaccante avrebbe potuto raggiungere la funzione vulnerabile tramite rete, con una bassa complessità dell’attacco e senza disporre di un account o convincere un utente a eseguire un’azione. Lo sfruttamento riuscito avrebbe potuto avere un impatto elevato su riservatezza, integrità e disponibilità.

Il vettore assegna inoltre un ambito “changed”. Ciò significa che lo sfruttamento avrebbe potuto oltrepassare il confine di sicurezza originario del componente vulnerabile e compromettere risorse gestite da un’altra autorità di sicurezza. Microsoft classifica l’impatto risultante come escalation dei privilegi.

Il valore 10,0 è il punteggio base. L’advisory di Microsoft indica anche un punteggio temporale di 8,7, che tiene conto del livello di maturità non dimostrato dell’exploit, della disponibilità di una correzione ufficiale e della segnalazione confermata. Microsoft non ha assegnato un identificativo CWE nel record pubblicato.

La vulnerabilità è stata segnalata dal ricercatore di sicurezza Rémy Marot, noto come @R_Marot. Secondo l’advisory di Microsoft per CVE-2026-85889, la vulnerabilità non è stata né divulgata pubblicamente né sfruttata. Non è noto alcun codice di exploit pubblico e Microsoft indica la valutazione della sfruttabilità come “N/A”.

La correzione è stata distribuita da Microsoft, non dai clienti

Poiché Azure AI Foundry è un servizio ospitato nel cloud, la remediation non ha seguito il consueto modello di applicazione delle patch agli endpoint. Microsoft ha modificato direttamente il servizio e ha poi pubblicato il CVE per documentare il problema di sicurezza.

L’azienda descrive CVE-2026-85889 come completamente mitigata. Non esistono patch scaricabili, workaround lato cliente o elenchi delle versioni interessate.

Quest’ultimo aspetto limita l’analisi dell’esposizione esterna. Le organizzazioni non possono confrontare una build locale di Foundry con le versioni vulnerabili e corrette, perché Microsoft non ha divulgato tali versioni. Possono tuttavia registrare il CVE nei propri registri dei rischi e verificare che i team di sicurezza o compliance non creino inutili attività di distribuzione d’emergenza per una correzione applicata lato server.

Microsoft non ha fornito hash, indicatori di rete, schemi nei log o artefatti di exploit associati alla vulnerabilità. Di conseguenza, sulla base delle informazioni divulgate non è disponibile alcuna query di threat hunting specifica.

Al momento non vi sono prove di sfruttamento attivo. Il fatto che i clienti non debbano intervenire non deve essere confuso con una bassa gravità della vulnerabilità: il punteggio base massimo riflette ciò che un attaccante avrebbe potuto ottenere prima della mitigazione lato server applicata da Microsoft.

Microsoft 365 Copilot presentava un percorso distinto per la command injection

La seconda importante divulgazione cloud riguarda CVE-2026-85885, una vulnerabilità di command injection in Microsoft 365 Copilot. Microsoft la classifica come critica, con un punteggio base CVSS v3.1 di 9,9 e un punteggio temporale di 8,6.

Il vettore è:

CVSS:3.1/AV:N/AC:L/PR:L/UI:N/S:C/C:H/I:H/A:H/E:U/RL:O/RC:C

A differenza della vulnerabilità di Foundry, l’attaccante deve già disporre di autorizzazioni di basso livello. L’attacco resta accessibile via rete, ha una bassa complessità e non richiede l’interazione di un altro utente.

La vulnerabilità riguarda la gestione impropria di elementi speciali utilizzati in un comando. Questa condizione avrebbe potuto consentire a un attaccante di iniettare contenuti nel comando e ottenere un’escalation dei privilegi oltre l’accesso inizialmente concesso. Microsoft non fornisce un identificativo CWE, ma identifica nella command injection la classe di vulnerabilità sottostante.

L’ambito changed e l’impatto elevato su riservatezza, integrità e disponibilità spiegano il punteggio quasi massimo. La segnalazione è stata attribuita a un ricercatore identificato soltanto come Alex.

Microsoft afferma che la vulnerabilità di Copilot non è stata divulgata pubblicamente né sfruttata e che non è stato segnalato alcun codice di exploit pubblico. La vulnerabilità è stata completamente mitigata nel cloud, quindi i clienti non devono applicare aggiornamenti o workaround.

Le vulnerabilità in PostgreSQL e Cosmos DB ampliano il quadro delle falle cloud

Segnalazioni distinte identificano altre due vulnerabilità con possibilità di escalation dei privilegi nei prodotti cloud gestiti di Microsoft:

  • CVE-2026-85878 interessa Azure Database for PostgreSQL. Si tratta di un problema di autorizzazione impropria, classificato con CVSS 9,9. Un attaccante con privilegi bassi avrebbe potuto tentare un’escalation remota dei privilegi senza interazione dell’utente.
  • CVE-2026-87701 interessa Azure Cosmos DB. La vulnerabilità di neutralizzazione impropria ha un punteggio CVSS di 9,6 e avrebbe potuto consentire a un attaccante autorizzato con accesso alla rete di aumentare i propri privilegi.

I rispettivi vettori sono:

  • CVE-2026-85878: CVSS:3.1/AV:N/AC:L/PR:L/UI:N/S:C/C:H/I:H/A:H
  • CVE-2026-87701: CVSS:3.1/AV:N/AC:L/PR:L/UI:N/S:C/C:H/I:H/A:N

La vulnerabilità di Cosmos DB si distingue perché il relativo vettore non prevede alcun impatto sulla disponibilità, mentre l’impatto su riservatezza e integrità resta elevato.

Secondo quanto riferito, Microsoft ha mitigato entrambe le vulnerabilità all’interno dei servizi cloud, senza richiedere alcuna azione ai clienti. Tuttavia, i relativi record del Microsoft Security Response Center non erano disponibili per un confronto indipendente. Non sono noti i servizi e le versioni esattamente interessati, le sequenze tecniche di sfruttamento, lo stato della divulgazione pubblica né i riconoscimenti ai ricercatori.

Le vulnerabilità di Windows richiedono controlli sulle versioni e sugli aggiornamenti

Le correzioni cloud sono automatiche, ma due vulnerabilità di Windows con possibilità di escalation dei privilegi hanno implicazioni operative diverse.

CVE-2026-62721 interessa Windows User-Mode Power Service e può consentire a un attaccante locale autorizzato di ottenere privilegi elevati, arrivando potenzialmente a SYSTEM. La vulnerabilità ha un punteggio CVSS di 7,8:

CVSS:3.1/AV:L/AC:L/PR:L/UI:N/S:U/C:H/I:H/A:H

Il problema è classificato come CWE-1220, granularità insufficiente del controllo degli accessi. Le versioni interessate indicate in NVD includono:

Prodotto Versioni interessate
Windows 10 1607 Inferiori a 10.0.14393.9418
Windows 10 1809 Inferiori a 10.0.17763.9115
Windows 10 21H2 Inferiori a 10.0.19044.7663
Windows 10 22H2 Inferiori a 10.0.19045.7663
Windows 11 23H2 Inferiori a 10.0.22631.7517
Windows 11 24H2 Inferiori a 10.0.26100.9106
Windows 11 25H2 Inferiori a 10.0.26200.9106
Windows 11 26H1 Inferiori a 10.0.28000.2704
Windows Server 2016 Inferiori a 10.0.14393.9418
Windows Server 2019 Inferiori a 10.0.17763.9115
Windows Server 2022 Inferiori a 10.0.20348.5440

Anche Windows Server 2012 è indicato come interessato, ma non è disponibile alcuna soglia di versione.

La seconda vulnerabilità, CVE-2026-85921, è una vulnerabilità double-free in Windows Secure Kernel Mode. Potrebbe consentire a un attaccante locale con privilegi elevati di ottenere privilegi Virtual Trust Level 1, o VTL1.

CVE-2026-85921 è classificata come CWE-415 e ha un punteggio CVSS di 8,2:

CVSS:3.1/AV:L/AC:L/PR:H/UI:N/S:C/C:H/I:H/A:H

Per questo CVE non è stato divulgato alcun elenco dei prodotti e delle versioni interessati. Secondo quanto riferito, entrambe le vulnerabilità di Windows sono state corrette per Windows 11 26H1 tramite l’aggiornamento cumulativo fuori banda KB5129194 per sistemi arm64 e x64, che porta alla build 28000.2956.

Cosa devono fare ora i responsabili della difesa

I clienti di Azure AI Foundry, Microsoft 365 Copilot, Azure Database for PostgreSQL e Azure Cosmos DB non devono distribuire correzioni per queste divulgazioni. Microsoft ha gestito la remediation dei servizi cloud interessati.

Gli amministratori di Windows devono intraprendere azioni concrete:

  1. Distribuire KB5129194 sui sistemi Windows 11 26H1 arm64 e x64, ove applicabile.
  2. Verificare che le installazioni raggiungano la build 28000.2956.
  3. Confrontare le build di Windows 10, Windows 11 e Windows Server con le soglie pubblicate per CVE-2026-62721.
  4. Monitorare le attività di escalation locale dei privilegi che tentano di ottenere l’accesso a SYSTEM o VTL1.

Non sono disponibili campioni di exploit specifici, hash di file o indicatori di rete per nessuna delle due vulnerabilità di Windows.

Non è possibile confermare lo stato nel catalogo CISA Known Exploited Vulnerabilities né le scadenze per la remediation relative a CVE-2026-85889, CVE-2026-85885, CVE-2026-85878, CVE-2026-87701, CVE-2026-62721 o CVE-2026-85921. Di recente, tuttavia, diverse altre vulnerabilità di Microsoft sono state inserite nel catalogo KEV: CVE-2026-85880 e CVE-2026-81963 l’8 settembre 2026; CVE-2019-1068 il 26 agosto 2026; CVE-2026-55040 e CVE-2026-33824 il 18 agosto 2026; e CVE-2026-68820 l’11 agosto 2026.

Per le vulnerabilità esaminate in questo articolo, le informazioni disponibili suggeriscono di dare priorità alla verifica delle build di Windows e di documentare, anziché tentare di applicare patch, i problemi dei servizi cloud già risolti da Microsoft.

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Fonti

Questo articolo è una rielaborazione originale basata sulle fonti seguenti.

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