Ransom Cartel, il presunto ideatore condannato a 16 anni negli Stati Uniti
Maksim Silnikau, ideatore di Ransom Cartel, condannato a 16 anni negli USA per ransomware. Ha colpito 18 organizzazioni con attacchi e ricatti.
Immagine illustrativa generata con AI
Silnikau guidava un’operazione ransomware strutturata
Maksim Silnikau, cittadino bielorusso di 40 anni, è stato condannato il 5 agosto negli Stati Uniti a 16 anni di reclusione. È stato indicato come ideatore e amministratore di Ransom Cartel, un’operazione ransomware attiva tra il 2021 e il 2023.
Secondo l’accusa, Silnikau reclutava complici nei forum criminali e metteva a loro disposizione credenziali rubate, informazioni sui computer compromessi e strumenti per cifrare i sistemi.
L’infrastruttura comprendeva anche un sito occulto utilizzato per coordinare gli attacchi, controllarne l’andamento, comunicare con affiliati e vittime e distribuire i ricavi.
Almeno 18 organizzazioni colpite
Ransom Cartel avrebbe attaccato almeno 18 organizzazioni negli Stati Uniti e in altri Paesi. Gli affiliati sottraevano dati e cifravano i computer delle vittime, chiedendo un pagamento in cambio delle chiavi di decrittazione o della promessa di non pubblicare le informazioni.
L’impatto combinava quindi interruzione operativa, perdita di riservatezza e ricatto. Le organizzazioni coinvolte non sono state identificate e non sono stati resi noti specifici indicatori tecnici degli attacchi.
L’operazione è stata interrotta dopo l’arresto di Silnikau nel 2023. L’arresto è avvenuto in Spagna; nel 2024 è stato estradato negli Stati Uniti dalla Polonia.
La condanna riguarda più reati informatici
La pena di 16 anni è stata inflitta per cospirazione finalizzata a commettere reati contro gli Stati Uniti, cospirazione per frode telematica e furto aggravato d’identità.
Il caso comprende ransomware, intrusione nei sistemi, sottrazione di dati, estorsione e utilizzo di identità rubate. La gestione centralizzata dell’infrastruttura consentiva inoltre di trasformare singoli accessi compromessi in un’attività coordinata tra più affiliati.
Un procedimento separato riguarda Angler e altri malware
In un procedimento distinto, Silnikau è accusato di aver partecipato alla distribuzione di Angler, un exploit kit interrotto nel 2016 e utilizzato per diffondere malware. Le accuse includono anche campagne di malvertising, altre minacce informatiche e truffe online.
Tra il 2013 e il 2022 avrebbe operato insieme a Volodymyr Kadariya, cittadino bielorusso e ucraino, e Andrei Tarasov, cittadino russo. Tarasov è stato arrestato in Germania, rilasciato dopo sei mesi e successivamente rientrato in Russia.
Nel 2024 gli Stati Uniti hanno offerto una ricompensa di 2,5 milioni di dollari per informazioni su Kadariya. Non sono state indicate mitigazioni tecniche specifiche o prodotti commerciali coinvolti nel caso Ransom Cartel.
Fonti
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