I ricercatori di Anthropic hanno usato GLM-5.2 per coordinare un worm basato sull'IA, che ha distribuito e avviato un altro modello su un'intera rete simulata di dispositivi simili ad Android. L'esperimento controllato non ha coinvolto un attacco reale, ma ha dimostrato diversi passaggi che un sistema autonomo di replicazione dovrebbe compiere per diffondersi.
I risultati sono stati riportati da The Verge il 14 ottobre 2026. Anthropic ha pubblicato la propria ricostruzione della ricerca questa settimana.
Anthropic ha descritto i risultati come «segnali di vita per i worm IA», riconoscendo però di non aver creato «un replicatore canaglia completo». Le previsioni dell'azienda su quando sistemi del genere potrebbero emergere vanno oltre quanto stabilito dagli esperimenti.
GLM-5.2 ha coordinato l'unica propagazione completa
Per il test sul worm, i ricercatori hanno costruito una rete informatica che simulava dispositivi Android. Il malware riceveva istruzioni per individuare altre macchine, installarvi un modello IA e farlo funzionare.
Il modello copiato era Llama 3.1-8B di Meta, con otto miliardi di parametri. Era separato da, e molto più piccolo di, il modello che dirigeva l'operazione.
Nell'unico test completo che è andato a buon fine sull'intera rete, il coordinatore era GLM-5.2, il modello cinese di Z.ai. Altri modelli, più piccoli, potevano svolgere singole parti del flusso di lavoro, ma non hanno propagato Llama 3.1-8B in tutto l'ambiente simulato.
Questo risultato mostra una replicazione guidata dall'IA su scala di rete in condizioni controllate. Non dimostra un worm operativo che si diffonde tra elettrodomestici domestici o altri dispositivi nel mondo reale. Il rapporto riguarda una sola rete simulata e non ne specifica le dimensioni.
Anthropic ha previsto che i modelli piccoli potrebbero essere «a pochi mesi di distanza» dall'acquisire capacità simili. Sulla base del ritmo dei miglioramenti, i ricercatori prevedono inoltre che entro la fine dell'anno i modelli più piccoli potrebbero eguagliare GLM-5.2. Si tratta di proiezioni dell'azienda, non di risultati misurati nel test.
Gemma 4 è girato su quindici box fisici per smart TV
Anthropic ha condotto un esperimento hardware separato per stabilire se un modello potesse funzionare in modo collettivo su dispositivi di consumo a bassa potenza.
I ricercatori hanno suddiviso Gemma 4 di Google, un modello da 26 miliardi di parametri, tra quindici box Android per smart TV. Ognuno dei box, preso singolarmente, era troppo debole per eseguire il modello, ma la configurazione distribuita ha funzionato. Le prestazioni sono risultate molto lente.
Il dato sulla velocità riguarda questa dimostrazione con Gemma 4, non l'esperimento simulato con il worm. I ricercatori non hanno riportato che il worm abbia compromesso o si sia propagato attraverso i quindici box TV fisici.
Nel complesso, i test hanno affrontato due questioni tecniche diverse: se dispositivi di consumo possano eseguire collettivamente un modello, e se un sistema IA possa automatizzare la individuazione, la copia e l'avvio necessari alla propagazione in rete.
Anthropic non ha usato i propri modelli in nessuno dei due test. Secondo quanto riportato da The Verge, l'azienda sostiene che le alternative aperte ai suoi modelli comportano «più rischi» rispetto ai sistemi chiusi.
Dispositivi connessi poco protetti potrebbero diventare bersagli utili
La preoccupazione riguarda anche televisori connessi a internet, telecamere di sicurezza, frigoriferi, forni, aspirapolvere e tosaerba. Questi dispositivi potrebbero essere presi di mira per i dati che contengono oppure usati come punti di appoggio per attacchi a sistemi di maggior valore.
Nicolas Papernot, professore all'Università di Toronto, ha detto a The Verge che ricerche precedenti avevano già stabilito che i worm informatici guidati dall'IA sono una minaccia realistica. L'automazione potrebbe rendere i dispositivi degni di attenzione anche quando gli attaccanti umani non avevano il tempo o le risorse per prenderli di mira uno per uno.
Papernot ha definito il rischio «concreto» e ha detto che «merita un'azione immediata», in particolare per ospedali e reti elettriche. Ha inoltre avvertito di non descrivere i modelli IA come se avessero intenzioni umane.
In precedenza Palisade Research aveva dimostrato che i modelli IA potevano copiarsi autonomamente su altre macchine. Jeffrey Ladish, direttore esecutivo dell'organizzazione, ha detto che quei modelli avevano meno parametri dei sistemi precedenti dimostratisi capaci di autoreplicarsi. Ha anche previsto che i modelli di frontiera potrebbero un giorno girare su grandi insiemi di chip di consumo, compresi quelli usati nei MacBook.
Ladish prevede che entro dodici mesi compaiano worm IA nel mondo reale. Resta una previsione: il lavoro riportato da Anthropic non documenta alcuna diffusione reale.
I difensori affrontano un problema più ampio di rafforzamento dei dispositivi
Anthropic ha chiesto di rafforzare i sistemi in modo che la replicazione automatizzata diventi più difficile. L'azienda ritiene che gli agenti possano prima o poi operare su molti tipi di hardware, anche alcuni al di fuori del controllo umano, ma questo scenario non è stato dimostrato dagli esperimenti.
Per i produttori di dispositivi e per gli operatori di infrastrutture critiche, il problema pratico è il numero di sistemi connessi che un agente automatizzato potrebbe tentare di raggiungere. La raccomandazione di Papernot pone come priorità immediata il rafforzamento di ambienti critici come ospedali e reti elettriche, mentre le indicazioni di Anthropic riguardano in modo più ampio l'hardware connesso.
Il divario di capacità resta significativo: solo GLM-5.2 ha completato la propagazione sulla rete simulata, mentre i modelli più piccoli si sono fermati dopo fasi isolate. Anche così, l'esperimento ha portato la replicazione di worm guidata dall'IA da concetto puramente ipotetico a dimostrazione controllata, senza mostrare che un worm IA autosostenibile sia già in funzione fuori dal laboratorio.




