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Arrestato in Australia il cuore di TeamPCP: migliaia di aziende colpite via open source
Due arrestati in Australia legati a TeamPCP, gruppo cybercriminale che ha colpito migliaia di aziende tramite strumenti open source malevoli.
Testo generato da intelligenza artificiale, pubblicato senza revisione umana. Trasparenza IA
Il 27 agosto 2026 l’Australian Federal Police ha annunciato l’arresto di due uomini di 21 e 23 anni in Western Australia. Sarebbero membri di un “sofisticato sindacato cybercriminale” che ha creato strumenti open source malevoli per derubare migliaia di aziende a livello globale. I nomi non sono stati diffusi, ma fonti vicine all’indagine indicano che uno dei due è l’utente noto come @pcpcasper, attivo nella chat Matrix “Cybercats” e associato a TeamPCP. L’altro sarebbe il portavoce auto-dichiarato del gruppo, identificato come T o @pcpcats.
TeamPCP è emerso a fine 2025 come aggregazione di attori provenienti da più gruppi criminali. Non è una banda gerarchica, ma una comunità di pari con un “chiaro centro di gravità”, secondo Austin Larsen, principal threat analyst del Google Threat Intelligence Group. Il centro di gravità è George Prepakis, ricercatore di sicurezza e sviluppatore di exploit con profilo X @kernelstub. Prepakis ha creato il server Matrix “Cybercats” e lo ha pubblicizzato con un link d’invito pubblico. Per mesi TeamPCP e altre entità criminali lo hanno usato quotidianamente.
Shai-Hulud: il worm che si propaga tra gli sviluppatori
Il gruppo ha compromesso ambienti cloud aziendali con un worm auto-propagante chiamato Shai-Hulud. Il malware aggiungeva codice malevolo a programmi open source mantenuti da sviluppatori le cui credenziali su repository pubblici come GitHub o NPM erano state rubate o ottenute tramite phishing. Il ciclo era semplice: accesso a una rete di sviluppatori, inserimento del malware nello strumento open source, diffusione sulle macchine di altri sviluppatori, furto di nuove credenziali per pubblicare versioni malevole di altri pacchetti. La raccolta di reti compromesse cresceva a ogni iterazione.
A maggio 2026 è stato pubblicato online il codice sorgente della terza iterazione di Shai-Hulud. Poco dopo TeamPCP ha lanciato un concorso con premio di 1.000 dollari in Monero per chi avesse condotto la più estesa operazione di supply chain usando quel codice. I partecipanti erano valutati in base al numero di download settimanali e mensili dei pacchetti compromessi. Obiettivo dichiarato: reclutare talenti e acquistare accessi significativi. Il premio era definito “pavimento di reclutamento” e “solo un trofeo di partecipazione”. L’annuncio è stato diffuso su Telegram.
LiteLLM e GitHub: i due attacchi più gravi
A marzo 2026 TeamPCP ha eseguito un attacco supply chain contro LiteLLM, gateway AI open source che collega gli utenti a più di 100 modelli linguistici di grandi dimensioni. Secondo CloudSEK, l’attacco ha raccolto chiavi di servizi cloud e altri segreti da più di 2.500 organizzazioni, incluse molte delle principali aziende tecnologiche mondiali.
A maggio 2026 il gruppo ha rivendicato la compromissione di almeno 3.800 repository di codice su GitHub, di proprietà Microsoft, dopo che uno sviluppatore della piattaforma ha installato un’estensione di codice compromessa. Centinaia di strumenti open source sono stati distribuiti in versione malevola. L’AFP parla di migliaia di aziende derubate a livello globale.
Oltre agli attacchi supply chain, i membri del gruppo hanno venduto dati rubati. L’amministratore “Boxturtle”, attivo su X come @xpl0itrsturtle, è broker di violazioni su Breachforums e Darkforums e ha venduto dati di BMW Group, Audi, Honda, Mercedes-Benz, Volvo, Toyota, Snapchat e SportRadar. L’alias “SeesawSec” è associato al gruppo Fulcrumsec, che ha rivendicato attacchi di estorsione dati contro Novo Nordisk, LexisNexis e Avnet. L’alias “Express” ha annunciato su Breachforums il 30 luglio 2025 la vendita di accesso a 14 gigabyte di dati della State Information Technology Agency sudafricana.
Cybercats e la comunità di attori
Gli esperti descrivono TeamPCP non come una banda strutturata, ma come un’aggregazione di attori individualmente qualificati che talvolta collaborano. La chat Matrix “Cybercats” era il centro operativo. Gli amministratori principali erano Boxturtle, SeesawSec, @pcpcasper e T (@pcpcats).
@pcpcasper usava lo stesso nome su X per commentare attacchi e vittime del gruppo. La sua cronologia Telegram mostra un’appartenenza dichiarata alla National Socialist Network, organizzazione politica neonazista con base in Australia. Nelle chat condivideva video e immagini del suo gatto; diversi video lo collocano in Western Australia. Una fonte vicina all’indagine ha riferito a KrebsOnSecurity che @pcpcasper è uno dei due arrestati. La circostanza è supportata da messaggi pubblicati online da @kernelstub la mattina del 27 agosto 2026.
T, abbreviazione del profilo X @pcpcats, era il portavoce auto-dichiarato di TeamPCP e proviene anch’egli dal Western Australia. Quando @kernelstub ha twittato l’invito al server Matrix, T postava solo raramente. Gli altri membri attribuivano le sue assenze prolungate all’uso di allucinogeni e altre sostanze.
Gli errori che hanno portato all’identificazione
L’utente @pcpcats ha usato diversi nickname sui forum criminali: EllisD25/LSD su Darkforums, BulkDMT su Breachstars ed Express su Breachforums. Gli account sono collegati perché pubblicizzavano lo stesso Tox ID e/o Session ID. BulkDMT era noto anche come DMT Host, servizio di virtual private server venduto su Darkforums e Breachstars. Express si è registrato su Breachforums con l’email [email protected] e ha postato per due mesi nel 2025 usando quattro indirizzi IP localizzati in Sudafrica.
Flashpoint ha registrato oltre un anno di messaggi Telegram dell’alter ego Persy_PCP, che dichiarava di dividere la propria vita tra due Paesi. A novembre 2025 ha scritto: “Il mio intero Paese è razzista e vuole gente come me morta.” BulkDMT ha condiviso a settembre 2025 un commento sui farmer in Sudafrica. Cyberscoop ha riportato a giugno 2026 che Google aveva ricondotto le connessioni di TeamPCP al Sudafrica.
SpyCloud ha trovato che l’email [email protected] risulta nella registrazione dell’account ChristmasSnow sulla community Raidforums nel 2022. Quasi tutti gli indirizzi IP usati per accedere a quell’account provenivano da ISP di Perth, Australia. KrebsOnSecurity ha analizzato gli IP di Perth nei record DNS passivi di DomainTools e ha individuato l’indirizzo 211.27.196.111, usato per diversi anni come file server privato da una famiglia di Perth con cognome Thomson. Presso lo stesso indirizzo risultavano attivi tra il 2022 e il 2025 host Synology e QNAP. Una ricerca di “joshuathomson39” su Constella Intelligence ha mostrato un account presso la società di spedizioni kwe.com intestato a Joshua Thomson di Perth. La piattaforma Epieos ha collegato il numero di telefono a un profilo Facebook di Josh Thomson, che indica una famiglia originaria di Pietermaritzburg, Sudafrica, residente a Cottesloe, sobborgo costiero di Perth.
Cosa possono fare le aziende
Non sono stati diffusi dettagli su CVE specifiche o inserimenti nel catalogo KEV della CISA, perché l’operazione riguarda un gruppo criminale nel suo complesso, non una singola falla. Tuttavia, le organizzazioni colpite o potenzialmente esposte dovrebbero adottare misure standard di difesa della supply chain software:
- Verificare l’integrità dei pacchetti open source prima dell’installazione, confrontando hash e firme con i repository ufficiali.
- Proteggere le credenziali degli sviluppatori con autenticazione multifattore e privilegi minimi.
- Monitorare le dipendenze e le pipeline di build per rilevare modifiche non autorizzate.
- Controllare gli accessi ai repository e ai servizi cloud, cercando chiavi esposte o movimenti laterali.
- Ispezionare i log per attività anomale legate agli IP o ai domini menzionati nell’inchiesta.
Le versioni esatte dei prodotti compromessi non sono state rese note, ma chiunque usi LiteLLM o mantenga repository su GitHub dovrebbe rivedere la cronologia dei commit e le chiavi di servizio.
L’arresto dei due presunti membri non garantisce la fine di TeamPCP. La struttura a comunità e la disponibilità del codice di Shai-Hulud lasciano aperti rischi di nuove campagne. Le indagini dell’Australian Federal Police e dei partner internazionali proseguono.
Fonti
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